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Panettone casalingo- Ricetta facile con lievito di birra

RICETTA PANETTONE CON LIEVITO DI BIRRA

Natale è il periodo ideale per gustarsi un buon Panettone! Ma perché non approfittare di questa bella ricetta per provare a farlo tu stesso?
Ti pare troppo difficile? Non ti preoccupare, questa è una ricetta facile! Anzi, ti dirò…. Questa ricetta con lievito di birra è una delle più facili e veloci che tu possa trovare.
Certo, la lievitazione richiede sempre un po’ di tempo e pazienza… Ma se questi due ‘ingredienti’ non ti mancano, puoi metterti all’opera anche subito!
Per fare il Panettone non è necessario fare nulla di complicato, alla fin fine; l’importante è lasciarlo lievitare in pace, e il resto viene da sé.
Se non hai mai provato a fare il panettone in casa, ti consiglio di iniziare da questa ricetta, e avrai presto la soddisfazione di gustarti un bel panettone fatto con le tue mani!

panettone, dolce di natale lievitato con uvetta e canditi
  • DifficoltàMedia
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione1 Ora
  • Tempo di riposo2 Ore 45 Minuti
  • Tempo di cottura1 Ora
  • Porzioni10
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
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Ingredienti

350 g farina 00
80 g zucchero
120 g burro
60 g lievito di birra fresco
100 g uvetta
60 g canditi
4 uova
1 pizzico sale
1 scorza di limone
1 bustina vanillina

Strumenti

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Passaggi

Sciogli il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero; impastalo con 100 g di farina, fino ad ottenere un panetto. Riponilo in una ciotola, fagli una croce sopra, coprilo con una pellicola e mettilo a lievitare in luogo tiepido (27°) per circa 25 minuti.
Riprendi il panetto e impastalo con 125 g di farina e un po’ di acqua. Mettilo di nuovo a lievitare finché non raddoppia il suo volume (circa 2 ore).

Intanto metti a bagno l’uvetta, poi tirala fuori dall’acqua e lasciala asciugare.

Prendi l’impasto e aggiungi lo zucchero, la vanillina, 4 tuorli, 2 albumi (incorporali gradualmente); aggiungi il burro, e infine anche l’uvetta e i canditi.
Forma una bella palla liscia e omogenea, e adagiala all’interno di uno stampo alto rivestito con carta da forno leggermente imburrata; lascia riposare ancora per 20 minuti.
Pratica un taglio a croce sulla superficie, ungila leggermente con un po’ di burro, e metti il panettone a cuocere in forno preriscalsato a 220° per circa un’ora, abbassando a 210° verso la fine della cottura.
Se temi che il panettone si bruci in superficie, dopo 20 minuti di cottura mettici sopra un po’ di alluminio.
Quando il panettone è cotto, tiralo fuori dal forno e lascia che si raffreddi completamente prima di servire.

Note

Il panettone è un dolce milanese legato alle festività natalizie, ma ormai ampiamente diffuso in tutta Italia e conosciuto anche nel mondo, commercializzato in tante varianti.

A Milano è tradizione conservare una porzione del panettone di Natale per mangiarlo il 3 febbraio, festa di san Biagio, come gesto propiziatorio contro i mali della gola e raffreddori.

LA VARIANTE VENEZIANA: è una variante tradizionale, molto diffusa; l’ impasto è simile al panettone milanese, ma privo di uvetta e canditi; ha una copertura di granelli di zucchero o glassa alle mandorle.

Le origini del panettone

Le origini del panettone sono ignote e sfumano nella leggenda. Sono due le storie che godono di maggior popolarità:

UN PANETTTONE D’AMORE

Messer Ulivo degli Atellani, falconiere, abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere dal padre di lei come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Poi infornò. Fu un successo strabiliante, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.

IL ‘PAN DEL TONI

Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato per errore nel forno, quasi si carbonizzò.
Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamani ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola».
Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti.
Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.

{Notizie storiche tratte da Wikipedia}

IMG: Guanabarino

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